mercoledì 23 settembre 2009

CRITICITA'


Di Elena Ciappi

 

Un altro modo per definire il difficile concetto di SOSTENIBILITA’ può essere quello di descrivere il suo contrario: un contesto artificiale privo di qualità architettonica, di natura, quindi di vita, che risulta ad una prima impressione INOSPITALE.E che può diventare nel tempo fonte di costi ambientali, economici e quindi, sociali.

 

Spesso, soprattutto nelle periferie, ossia nei luoghi non storicizzati,la rigida geometria compositiva, oltre alla modestia dei materiali, e l'assenza di elementi ATTRATTIVI, determina una monotonia spaziale e percettiva.

 

Le caratteristiche edilizie derivate da un razionalismo impoverito, possono rendere un luogo particolarmente esposto alle variazioni climatiche più sfavorevoli, pioggia, eccessivo assolamento e determinare quindi un  dis-comfort ambientale.

L'assenza di elementi naturali, quali acqua, terra, vegetazione, in grado di mitigare le  condizioni ambientali e la presenza di infrastrutture e/o manufatti edilizi intrusivi,sono le ragioni che portano alla  scelta di  partire dalla  CORREZIONE bio-climatica e di tutta una serie di parametr

i percettivi  per riqualificare gli spazi urbani e favorirne la FRUIZIONE come documentato dalla ricerca RUROS svolta in ambito internazionale da alcuni Istituti Universitari.

 

Se da una parte si è arrivati, faticosamente, a poter quantificare e correggere il fabbisogno energetico del corpo edilizio (Certificazione Energetica), più difficile e complesso risulta arrivare alla quantificazione oggettiva delle condizione di alterazione del microclima locale in settori urbani più vasti , di cui si sta occupando una parte del D.A.S. ( Dipartimento Architettura Sostenibile, O.A.P.P.C. Firenze) ma il parametro contabile è solo un aspetto di un più vasto ambito in cui è decisivo il rapporto QUALITATIVO fra l’essere umano e quello che lo circonda, ragione per cuianche il Centro Storico rischia di diventare inospitale.

 

IL FATTORE UMANO

 

In uno spazio  la carenza o l’eccessiva specializzazione di funzioni determina una carenza di fruizione senza la fruizione, uno spazio comincia a connotarsi come desolato il luogo diviene abbandonato col rischio che diventi meno sicuro fino ad essere vandalizzato la mancata manutenzione o incuria ne determina il degrado, sia del costruito che del luogo apertouna piazza vuota, quali che siano le sue dimensioni, piazzale o cortile, suscita un senso di angoscia dato che l'essere umano tende a socializzare il vuoto, come la folla che è il suo opposto, determina una sensazione di disagio e di pericolo.

 

i segni, i SINTOMI sono la presenza di vegetazione residuale ed i graffiti, oltre all'accumulo di rifiuti

 




 








l'effetto quadro metafisico

 


 











 

“Offre più sicurezza un trippaio che una camionetta di militari” in questa battuta del Sindaco Renzi è sintetizzato un concetto molto complesso di sicurezza dei luoghi che, come l’analisi della Jacobs negli anni ’60, vede nella componente sociale di chi i luoghi li abita, il vero rimedio.

 

I mutati rapporti sociali della contemporaneità, apartire dalla trasformazione della famiglia da clan ad unità parcellizzate, portano alla scomparsa del senso di comunità coesa, con l'aumento del senso di inquietudine da isolamento quando non addirittura di aggressività.

Un altro fenomeno da considerare è la separazione fra abitare e svolgere un'attività nello stesso luogo (uscio e bottega) che ha portato al fenomeno dei luoghi dormitorio o alla creazione di SUPER LUOGHI in cui è una funzione specializzata a dominare e a schiacciare le altre.

 

Le teorie urbanistiche più attuali tengono conto che le condizioni della socialità non sono più legate esclusivamente alle condizioni spaziali (quantità, ubicazioni, standard funzionali) ma anche al fenomeno degli orari e quindi aitempi di fruizione: lo stesso luogo può risultare vissuto e animato in certe ore quanto desertificato in altre.  Ciò suggerisce che si debba andare oltre ai rigidi sbarramenti normativi, sindacali e economici in senso astratto, e commisurare la pianificazione alle singole realtà, locali o cittadine.

Troppe regole e DIVIETI condizionano i comportamenti più naturali senza eliminare quelli criminali.

 

Funzioni, tempi, clima, ma soprattutto SIGNIFICATO sono le variabili “immateriali” con le quali il costruito deve fare i conti:il benessere ambientale deve saper coniugare il benessere termico climatico (riparo) con quello psico sociale.

 

Un luogo per incontrarsi: a Shibuya il monumento al cane Hachiko, simbolo di fedeltà per avere aspettato anni il suo padrone, è il punto di riferimento di tutta la gioventù di Tokio, che vi si dà appuntamento.

 

Un luogo diventa abitato, animato, vissuto quando suscita un senso di appartenenza, radicamento, affezione, a condizione che le variabili “immateriali”entrino in relazione con quelle “materiali” del contesto costruito o pianificato.Per questo si può dire che il concetto di architettura della città va oltre la serie dei manufatti edilizi.

 

E' quindi opportuno pensare che un progetto di riqualificazione debba necessariamente tener conto o saper suscitare la sinergia con due ordini di componenti che SCONFINANO dall'operazione progettuale sulla forma urbana, (compito del tecnico progettista), per interagire sia con una strategia di pianificazione  degli obbiettivi e dei costi , (compito degli amministratori) sia con un'idonea indicazione  dei compiti gestionali e delle effettive possibilità di fruizione, manutenzione, organizzazione delle funzioni suggerite o predisposte.

 

Nell'area anglosassone si è addirittura costituita professionalmente la figura del manutentore a livello di unità residenziali o di villaggio, che svolge una serie di mansioni che da noi sono ancora casualmente e parzialmente assunte dall'amministratore di condominio e  fino a tempi recenti in alcune realtà urbane dal portiere.

 

Il rapporto fra amministratori, progettisti e utenza finale è ancora una procedura difficoltosa al punto che sia sta  delineando una disciplina che possa regolarne l'applicazione.

 

Una delle cause di questa difficoltà sta nella differenziazioni delle competenze,  e quindi di LINGUAGGIO, fra il livello economico-normativo, quello  progettuale inerente alla comunicabilità dei propri contenuti tecnici e formali, e la possibilità dell'utenza finale ad esprimere le proprie esigenze e le proprie valutazioni in un rapporto concreto di compatibilità.

 

I nostri piccoli eroi vanno incontro a una città inospitale.

 

Prevedere spazi per carrozzine e biciclette nei condomini, al di là di un superato concetto di decoro piccolo-borghese,  risolverebbe in un colpo solo problemi demografici e di mobilità

 

L'auspicata partecipazione non si attua senza un adeguato processo di FACILITAZIONE del dialogo fra i soggetti coinvolti in un'operazione di pianificazione o riqualificazione a livello urbano, dato che la differenziazione, sia sociale che di fasce di età, porta ad un'ulteriore difficoltà di traduzione degli stessa desiderata in istanze precise che possano orientare soluzioni o proposte tecnico gestionali.

Più che dare risposte, spesso arbitrarie, si dovrebbe puntare sulla possibilità di porsi e porre le DOMANDE corrette, e uscire da una fase di AUTISMO che le varie discipline sembrano attraversare.

 


Senza la presenza degli Animatori, anche nei luoghi progettati con grandi mezzi, a gente non riesce a comunicare

 

Da questa lunga premessa, constatato come giusta ed opportuna sia la serie di obbiettivi che l'amministrazione si sta  dando, si sono poste alcune ipotesi da cui individuare proposte progettuali

 

-       gli elementi costitutivi del progetto dovrebbero essere in primo luogo finalizzati al    miglioramento delle condizioni di benessere a livello di MICROCLIMA del contesto per facilitare l'uso degli spazi e  delle possibili attraverso un USO CONSAPEVOLE della VEGETAZIONE soprattutto esistente, al di là del luogo comune del verde usato come panacea.

Non è un TOT di ettari a “parco” di cui non si leggono i confini, che potrà mai compensare  la     DEPRIVAZIONE creata dalle cosiddette “riqualificazioni” annunciate da un taglio di alberi

 

-      INDIVIDUARE aree di fruizione  costituite a partire  dalle unità residenziali adiacenti (condominio) o allargate ad un bacino di più vasto raggio quale il rione o quartiere in grado da poter costituire COMUNITA’ per OBBIETTIVI (manutenzione del verde, tutela bambini, pedibus, attività ricreative)  in questo caso i costi sarebbero compensati dal valore maggiore in termini di possibilità di mettere in moto un processo di aggregazione delle relazioni interpersonali e  sociali, e di conseguenza una maggior remunerazione e quindi produttività di piccole attività economiche connesse che possono essere predisposte, la cui presenza attuerebbe uno scambio virtuoso sociale ed economico finalizzato alla CURA del luogo

 

-      STIMOLARE la ricerca di FORME che sappiano costituire un riferimento per l’immaginario collettivo, in grado di orientare la percezione di ciò che è un luogo a differenza di c

iò che per la sua indeterminatezza porta al NON LUOGO andando oltre al concetto di segno formale calato dall'alto di codici estetici e comunicativi estranei e non condivisibili.

 

Condizione necessaria è riuscire a trovare, e mettere alla base di tutto un ‘ethos condiviso’, al di là delle appartenenze politiche, basato sul principio di responsabilità individuale e collettivo senza che le due sfere entrino in conflitto e si escludano a vicenda.

 

 



















Tutte le immagini del presente testo sono state fornite dall'autore 

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